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Safari in zona Kruger

E’ raro, ma a volte un viaggio non ti lascia un gran che. Questo non è senz’altro il caso per i giorni passati nell’area del Kruger, che si sono rivelati una delle esperienze più incredibili della nostra vita.

Trovarsi nella natura ad ammirare gli animali nel loro habitat ci ha fatto tornare bambini, quando guardavamo il mondo con occhi nuovi, e tutto era così meraviglioso e perfetto. Questo è stato senz’altro lo spirito che ci ha seguito in Sud Africa e che abbiamo messo in valigia con noi tornando a casa.

… E poi c’è Madre Africa. Qui tutto e’ amplificato: il cielo una calotta ampia che si muove veloce. I temporali così rumorosi come se esplodessero bombe. I lampi ti fanno aver paura. Le stelle in cielo che brillano come diamanti nella notte nera. La pace assoluta dei tramonti che fanno dimenticare chi si è e da dove si viene.

itinerario (parte 2)

5 – Volo la mattina presto per Johannesburg, ritiro macchina e guida 3 h fino a Nelspruit per passare la notte a Loerie’s Call Guesthouse.

6 – Guida 3 h fino alla riserva privata Elandela Private Game Reserve, e primo safari nel pomeriggio.

7 – Safari mattutino, resto della giornata al Kruger Park per vedere gli elefanti.

8 – Safari mattutino, poi guida 1 h alla riserva privata Vuyani Safari Lodge per il safari del pomeriggio.

9 – Safari mattutino, poi guida 1 h per arrivare all’hotel UmVangati House. Nel pomeriggio visita il letto del fiume al Blyde RIver Canyon con il barcone (prenotato dall’hotel).

10 – Guida 7 h fino a Johannesburg passando dalla Panoramic Route, riconsegna la macchina, e prendi il volo di ritorno

5 – trasferimento da Cape Town

Arrivati in aereo da Cape Town la mattina, noleggiamo la macchina e proseguiamo verso il Kruger. La strada da Johannesburg al Kruger è piuttosto lunga (più di 6 ore), per cui decidiamo di spezzarla in due, fermandoci a Nelspruit una notte, dove abbiamo dormito a Loeri’s Call Guesthouse.

6 – primo safari

Il giorno dopo, freschi e rifocillati, arriviamo alla prima destinazione per i tanto attesi safari: Elandela Private Game Reserve.

Poco prima di arrivare alla riserva, notiamo dei turisti fermi per strada che guardano verso un laghetto… ed ecco che dalla superficie appaiono due orecchiette e due occhi tondi… un ippopotamo!!! Questo è stato il nostro prima incontro inaspettato con un animale del bushveld, e il caso ha voluto che fosse con il più sexy di tutti (o così Valeria vuole credere).

Come arriviamo al cancello di Elandela, e guidiamo attraverso la riserva per arrivare alla reception, iniziamo a vedere di tutto: impala che sgambettano qua e là, giraffe guardinghe, bufali che attraversano la strada con non-chalanche. In quel momento non sapevamo che i leoni non erano in quella parte di riserva, altrimenti avremmo tenuto i finestrini aperti!

Arrivati in reception, veniamo accolti e portati in camera, notiamo dei cartelli disposti intorno al lago che vietano di andare oltre una certa linea, visto che ci sono gli ippopotami, e che sono potenzialmente pericolosi! L’ippopotamo è molto territoriali ed uccide più persone in Africa di qualsiasi altro animale, più di 2.000 casi all’anno! Sembrano impacciati e goffi, ma possono raggiungere i 60 km/h.

Nel pomeriggio, dopo pranzo, iniziamo il nostro primo safari fermandoci a un grande recinto non lontano dalle camere. Qui si trovano due cuccioli di rinoceronte, Rocky e Clover. Entrambi sono sopravvissuti alla tremenda esperienza di aver avuto le madri brutalmente uccise dai bracconieri davanti ai loro occhi.

Il problema del bracconaggio dei corni di rinoceronte è dilagante in Sud Africa al momento. I corni sono richiesti soprattutto dal mercato vietnamita. Non è chiara quale sia la ragione principale, se perché credono che possano curare il cancro, o perché sia diventato uno status symbol che limita gli effetti della sbornia. Ad ogni modo, il bracconaggio è un problema enorme in Sud Africa considerato che un corno può valere fino a 300.000 dollari sul mercato nero. Tutto ciò fa si che si siano create bande criminali, e un sistema di corruzione a tutti i livelli, che comprometterà la presenza di questa specie. Dal 2008 le morti di rinoceronti sono cresciute vertiginosamente, da 83 uccisioni a 668 nel 2012. Dal 2013 ci sono stati più di 1000 casi di bracconaggio all’anno. Nel 2015, 1.175 rinoceronti hanno perso la vita in Sud Africa, dei quali 900 erano al Kruger. Pensare che queste creature innocenti saranno presto sul bordo dell’estinzione è vergognoso… (read more).

Considerata la situazione, i cuccioli di rinoceronti sono tenuti vicino agli alloggi, e recintanti per la loro protezione. In questo modo vengono monitorati costantemente e accuditi. E’ fantastico vedere quanto siano intelligenti e sensibili. Quando il ranger si avvicina e li chiama, loro accorrono all’entrata del recinto come se fossero cagnolini domestici, e ci vengono incontro per salutare e farsi coccolare.

Continuando il safari, Rocco, il propietario della riserva, ci fa da guida. Ci racconta dell’ecosistema del bushvelt, facendoci imparare il nome di alcune piante e le loro caratteristiche, e spiegando la loro importanza per la sopravvivenza degli animali. Ci dice, ad esempio, che l’albero di Marula è il preferito degli elefanti. Dai suoi frutti si ottiene un liquore locale chiamato Amarula. Verso sera vediamo un gruppo di giraffe e ci viene permesso di scendere dal Land Rover e camminarci in prossimità al tramonto… che esperienza!

7 – secondo giorno di safari e gita al Kruger

Durante il nostro secondo safari, l’indomani, è John che ci fa da guida. Incontriamo un rinoceronte femmina con il suo cucciolo, e successivamente una leonessa con i suoi quattro cuccioli di 15 mesi. I leoni di Elandela sono particolari perchè sono leoni bianchi, dal pelo e dagli occhi chiari. I ‘cuccioli’, grandi quasi quanto la madre, sono sdraiati sull’erba l’uno sull’altro, giocano tra di loro, sbadigliano e cercando di dormire. I leoni vanno a caccia di notte e dormono durante il giorno. Sembravano talmente morbidi è teneri che veniva voglia di scendere dal veicolo!

In tarda mattinata invece ci portano al Parco Nazionale del Kruger per vedere gli elefanti: come varchiamo una delle entrate del parco ci ritroviamo un elefante gigante vicino, a pochi metri dalla vettura. Per essere il primo avvistamento siamo sbalorditi dalla stazza di questo animale. Nel momento in cui decide di attraversare la strada ci spostiamo subito per non bloccargli la via, visto che potrebbero avere delle reazioni violente.

E’ infatti importante dare spazio a questi animali, visto che sono piuttosto riservati e potrebbero avere reazioni turbolente se si sentissero invasi o circoscritti. E’ ancora più importante capire se un maschio è alla ricerca di femmine, visto che diventano pericolosi e potrebbero attaccare. Questo stato si chiama ‘musth’ in inglese, ed è possibile notarlo per le secrezione nere che scendono dalle guance dell’animale.

Dopo aver visto molti elefanti, mentre torniamo verso l’entrata del parco, abbiamo la fortuna di avvistare un leopardo! Sul lato della strada si erano già radunate delle macchine quando siamo arrivati. Vedere un leopardo è raro considerando che si nascondono molto bene tra gli alberi, e anche sapendo dove il leopardo fosse, era sempre difficile vederlo ad occhio nudo.

Tornati alla riserva, è ora di mangiare, e sembra che stia finalmente per venire a piovere dopo la giornata asfissiante e 2 anni di secca. Come iniziamo a mangiare vicino al fuoco, e lo staff inizia il suo show di canti e balli tipici, la pioggia inizia a cadere a secchiate! E la magia ha inizio: gli ospiti scappano all’interno della struttura mentre lo staff continua divertito a ballare e cantare sotto la pioggia. Più il temporale aumenta, più le canzoni e i balli vengono sbraitati al cielo. Qualcuno, tra gli ospiti, non riesce più a stare nella pelle e si getta nei balli a piedi nudi sotto la pioggia, superando i preconcetti e le insicurezze, ed abbracciano lo spirito Africano.

8 – cambio riserva privata e safari

Entusiasti dai due giorni di safari, ci mettiamo in viaggio per la prossima destinazione: il Vuyani Safari Lodge. Non pensiamo di poter vedere qualcosa di più sbalorditivo rispetto a quello che abbiamo visto nei due giorni… ma ci sbagliamo.

Nel primo safari saliamo sulla jeep con il poncho, vista la pioggia, e via si parte. In questo lodge oltre a un guidatore per autovettura, c’è anche un ‘tracker’ anche se non sappiamo ancora per quale motivo. La jeep si dirige verso una famiglia di ghepardi, una madre con i due cuccioli. I ghepardi sono a rischio estinzione in Sud Africa, essendo nel mezzo della catena alimentare vengo uccisi dai predatori più grandi. Vediamo anche animali più comune, ma ugualmente meravigliosi, come gruppi di impala, maschi e femmine di Kudus, e avvoltoi.

9 – ultimo safari e Blyde River Canyon

La mattina seguente, la sveglia suona alle 4.45 del mattino, stiamo per assistere a qualcosa di straordinario. Lo staff trova delle impronte di leonesse sul selciato, a quel punto, 3 diversi trackers dai vari fuori strada si allontanano e spariscono tra la vegetazione alla ricerca dei leoni. Nel bushvelt a piedi, con dei bastoncini. Davvero?

Dopo un paio di ore, non solo li trovano, ma aspettano che finiscano di mangiare la preda e si portano via il cuore dell’animale! “Questa mattina stavo cercando i leoni e ho trovato quanto è rimasto di una preda di gnu, magari possiamo farcelo per pranzo?” disse il tracker!

Nel frattempo non vediamo l’ora di vedere i leoni finalmente. La jeep li raggiunge in fuori strada tra i cespugli. Ed eccoli. Un maschio enorme ed una leonessa, nascosti tra gli sterpi, che cercando di dormire. Quando vedi un leone, e ti guarda dritto negli occhi, sai perché lo chiamano il re della foresta…! Noi intanto ci zittiamo e ci facciamo sempre più piccoli…

Come la guida cerca di raggiungere una posizione migliore per vedere gli animali, noi continuiamo a farci più silenziosi, l’atmosfera è sempre più tesa tra i turisti e nessuno osa parlare. La guida ci dice che finché lui è tranquillo, di stare tranquilli, ma ci preoccupiamo tutti comunque. Mentre cerchiamo di avvicinarci ai leoni con la jeep, e abbattiamo la vegetazione intorno a noi, e la jeep emette suoni sempre più forti, la leonessa si alza infastidita e RUGGISCE. Io sono pietrificata. Era un monito?!

A un certo punto arriviamo a circa 5 metri da loro. Il maschio allora si alza per capire cosa sta succedendo, ma poi decide di rimettersi a dormire, come se non fosse assolutamente toccato dagli eventi. Non siamo certi che invadere lo spazio di un leone sia un ottima idea, ma la nostra guida è calma. Così ce ne stiamo buoni e seduti e ammiriamo in silenzio queste creature magnifiche per cui iniziamo a nutrire un forte rispetto.

Come lasciamo i leoni, illesi (noi) e cercando di non impigliarci tra i cespugli, raggiungiamo il climax. Due ghepardi, stanno mangiando sulla strada. Anche loro hanno attaccato uno gnu con successo, anche se più piccolo di quello dei leoni.

Questa volta sono due fratelli che vivono insieme. Mentre uno mangia, l’altro controlla e ascolta. a Circa 20 metri c”è uno sciacallo che aspetta impazientemente il suo turno per mangiare ma non osa avvicinarsi di più per non essere ucciso. I ghepardi sono troppo presi dalle circostanze per preoccuparsi di noi, così ci fermiamo a 2 metri e li ammiriamo mentre mangiano. Non avremmo mai immaginato di vedere così tanto e di vivere un esperienza talmente incredibile.

Purtroppo i safari sono finiti. Passiamo la nostra ultima notte in Sud Africa nella stupenda UmVangati House, ai piedi del Blyde River Canyon, il terzo canyon più grande al mondo. Il posto perfetto per concludere l’avventura sudafricana. Non solo ci troviamo in un ambiente meraviglioso, all’interno di una riserva privata con vista sul canyon, ma anche il servizio dell’hotel familiare è eccellente.

Nel pomeriggio facciamo un escursione sul fiume all’interno del canyon, con un barcone. La guida è molto preparata, e ci fa vedere oltre a un gruppo di ippopotami, anche dei coccodrilli mimetizzati con il paesaggio.

La sera in hotel ci preparano un ottima cena che accompagniamo con vino sudafricano scelto all’interno della cantina di famiglia.

10 – ritorno a Johannesburg e volo

La mattina seguente, dovendo partire presto per arrivare in aeroporto, lo staff ci prepara la colazione in anticipo e ci danno dell’acqua per la giornata… fantastici! Che dire, questo viaggio in Sud Africa ha superato tutte le nostre aspettative… e ci ha seriamente fatto considerare di trasferirci in questa terra magica, e allo stesso tempo così travagliata nei secoli.

Guidiamo per 7 ore e arriviamo in aeroporto a Johannesburg nel pomeriggio.

 

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