Berlin, Germany’s polite Punk

Berlin is a city able to react, to adapt and overcome obstacles. Berlin is like a young man finding problems on his doorsteps that he didn’t cause.

After the utopian omnipotence of a miserable man, with the skills to speak to the masses and leverage on populism, and after a second world conflict where Berlin was at the center of attention, the post-war didn’t necessarily translate in a time of economic and social growth.

The liberators became the invaders, or occupiers, of a poor and exhausted East Berlin, while West Berlin was the last European democratic outpost in suffocating USSR.

It’s very hard to imagine a wall dividing a city, friendships, hearts. Why nobody stood in the way when they were building it? (pointless question). 150 km of wall, a barrier to freedom, the Cold War getting more real and the world on the brink of atomic collapse. Go for a guided tour in the atomic bunkers underground and you’ll understand what we risked, and what could have happened.

Berlin is a polite punk running away from old-fashioned parents, but also a clean punk with a sense of civic-duty: I’ve seen people picking up other people’s bottle from the street here and there.

Now Berlin is a city that’s very much alive, yet full of contrasts. It’s a growing town, with fascinating districts, Kreuzberg with its graffiti, the clubs and night-life of Friedrichshain, and other residential areas more apt for family life.

Do go to Berlin, you won’t be disappointed.

 

 

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Berlino, il Punk educato della Germania

Berlino, una città con la capacità di reagire, di adattarsi e superare gli ostacoli. Berlino è come un giovane ragazzo a cui i problemi si presentano davanti alla porta, senza che lui vada a cercarseli.

Vogliamo parlare del periodo dove l’onnipotenza utopica di un povero uomo, con delle capacità non irrilevanti di parlare alle masse e di far leva sul populismo, ha generato una guerra, e dopo il secondo conflitto mondiale dove Berlino era al centro delle attenzioni, il post guerra non è stato un periodo di ricrescita economica e sociale.

I liberatori sono diventati gli invasori, o meglio occupatori, di una Berlino est povera e sfinita, Berlino ovest era rimasto l’ultimo avamposto democratico d’Europa in una soffocante URSS.

Immaginare un muro che possa dividere una città, le persone, le amicizie, i cuori, mi viene veramente impossibile da concepire. Ma quando lo stavano innalzando perchè nessuno si è opposto? (domanda stupida).

150 km di muro, una barriera alla libertà e il concretizzarsi della Guerra fredda, le scampate situazioni di conflitti nucleari: fatevi un tour guidato nei rifugi anti atomici e capirete cosa abbiamo rischiato e cosa poteva accadere, oltre a quanto il popolo conti nelle decisione politiche di uno stato.

Berino è un punk educato che scappa da genitori troppo rigidi e bacchettoni, ma un punk pulito, ho visto persone raccogliere bottiglie non loro, sparse per la città: il senso civico è vivo, grazie a dio.

Ora è una città viva, piena di contrasti, una città in crescità, nuove strutture, quartieri affascinanti, il Kreuzberg con graffiti, i club e la vita notturna di Friedrichshain, altre zone residenziali adatte alla famiglie.

Andateci non ne rimarreti delusi.

 

 

 

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